Dimmi con chi vai

sexLa cosa è andata più o meno così. Stavamo semplicemente scherzando, giocando come farebbero due bimbe, quando a un certo punto affonda quelle piccolissime manine nel rotolino di ciccia che ho sui fianchi. Niente di strano, tranne che la cosa mi ha insolitamente dato una scossa. In un’altra situazione sarei scattata in piedi per il fastidio. E invece niente, anzi. Altro che fastidio. Il fatto è che lei se n’è accorta e ha riso. E ha continuato, confondendomi e arrivando fino al seno. E questo mi è piaciuto ancora di più, tant’è che ho ricambiato l’attenzione e il sorriso. E a quel punto non ridevamo più. Ci stavamo eccitando. Quelle coccole hanno avuto un’esplosione erotica inaspettata. In un lampo eravamo già nude, a toccarci e a baciarci. Non mi sono tenuta niente, e ho avuto conferma di quello che si dice del sesso lesbo. Quello che una donna sa del corpo delle donne non può saperlo un uomo. E non è stato sfiancante come al solito, non mi sono trovata in un lago di sudore tra lenzuola aggrovigliate. Non so se etereo è la parola giusta, però ci sta bene. Quelle piccole dita mi hanno acceso come il riflesso di una finestra che si chiude e ti va dritto sugli occhi, spiazzata e contenta. E rilassata. E serena. Lo ha capito pure lei, che non ha mai smesso di tenermi le mani addosso, carezzandomi come se fossi un gatto. La cosa mi è piaciuta, ma mi ha sorpreso, per questo l’ho detto a Max.

Max è uno dei miei due fidanzati. L’altro si chiama Luca. In realtà io li chiamo rispettivamente Cervello e Pisello. Max è Cervello perché è un genio. Mi ha risolto praticamente tutto, dalla ricerca del lavoro alla trasformazione di una nicchia nel muro dell’ingresso di casa in un armadio. È di una tenerezza infinita, e lo amo alla follia. Non facciamo spesso l’amore, ma ci baciamo tanto, e facciamo viaggi in posti assurdi che solo lui conosce. Gli piace prendere e partire, andare alla ricerca di improbabili spiaggette che le maree invernali hanno scolpito per i turisti più attenti, o incappare in borghi dimenticati da Dio e dagli uomini. Più di una volta ci siamo ritrovati a pranzo con i vecchietti del luogo che ci volevano con loro per raccontarci incredibili retroscena delle quattro case in croce che Cervello aveva scovato chissà come. Mi diverto sempre con lui, e non c’è n’è per nessuno.

Pisello è diverso. È un re senza terra, vive praticamente da recluso. Lavora per turni a Chef Express a Termini, e il tempo in cui non lavora sta a casa e guarda film. Ha un’alimentazione da adolescente americano, eppure ha un fisico da far paura. Non ho infatti capito cosa ci abbia trovato in me, che a tutto sto attenta tranne che alla linea, ma tant’è. È stata l’esperienza sessuale più sconvolgente della mia vita. Quando sento una donna che dice che le dimensioni non contano, la mia risposta è “Si vede che non conosci Luca”. Con lui esco poco, se non per un po’ di spesa o un aperitivo con qualche suo amico, sempre rigorosamente sotto casa. Eppure mi piace, mi diverte, mi seduce in continuazione, e ho la sensazione ogni volta di essere scelta tra mille ragazze. Dopo l’amore lui si addormenta sempre, ed è bellissimo. Le mie mani sono sempre incollate a lui, e con lui si che sudiamo, per ore. È un po’ un filosofo, fa grandi ragionamenti che ci portano puntualmente a valutare l’idea di lasciare Roma. Per lui lo farei. Per Max non credo.

Quando ho detto a Max quello che era successo con Manuela lui ha riso, e mi ha chiesto se la prossima volta poteva avere per lo meno una diretta streaming dell’evento. Ho riso. Manuela mi piace, mi ci trovo bene e sento di poterle dire tutto, e poi mi sa che lei si è già innamorata di me. Certo, per lei è più facile perché è davvero lesbica. Per me è la prima volta.

Una cosa però l’ho decisa. Non le dirò di Max e Luca. Non per il momento. È stato bello incontrarla, ma ogni cosa ha il suo tempo di elaborazione. Io ho bisogno del mio per far entrare un’altra persona nella mia vita, e non credevo sarebbe stato possibile. Eppure è stata brava, mi ha ammaliato, incantato e trascinato nel suo abbraccio, e quella pelle e quelle dita mi hanno stravolto i sensi.
Per questo penso che la chiamerò Mani.

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